Radio: Castel San Giorgio, evento “Educare al rispetto: bullismo e cyberbullismo”. Ai nostri microfoni il dottor Rocco De Filippo, psicologo e psicoterapeuta. Buongiorno, dottore.
Dott. De Filippo: Salve, buongiorno.
Radio: Bullismo e cyberbullismo. Qui a Castel San Giorgio ne abbiamo più volte parlato. Le volevo fare una domanda sulle differenze di generazioni. Una volta, i ragazzi che avevano comportamenti meno ortodossi venivano in un certo qual modo isolati e quindi si dovevano adattare alla massa, anche se il termine è brutto, più “brava”. Adesso invece, un po’ i social e un po’ tutta la frenesia quotidiana, sembra capovolta questa cosa. Da cosa dipende? Oggi anche un bravo ragazzo, tranquillo, viene assorbito in situazioni che poi possono sfociare in bullismo e cyberbullismo. Cosa sono questi cambi generazionali?
Dott. De Filippo: Sì, sì. Secondo me il problema è che viviamo in una società del negativo, nella cultura del negativo, dove a prevalere è il negativo e quindi è il positivo — sono i cosiddetti “bravi ragazzi”, visto che stiamo parlando di questo — ad adeguarsi al negativo, al comportamento sbagliato, al comportamento disfunzionale. Naturalmente è qualcosa che non dovrebbe essere, però purtroppo in questo momento va così.
Radio: Ci sono delle condizioni psicologiche che portano a questo?
Dott. De Filippo: Beh, sicuramente il disagio. Il disagio nel senso che ci sono tante problematiche a livello individuale, a livello sociale. Viviamo in una società frenetica dove non c’è modo di parlare, di confrontarsi, non c’è modo di chiedere consigli e quindi questo disagio non va elaborato. È qualcosa che si accumula, si accumula, poi in qualche modo, comunque, deve uscire fuori ed esce fuori in questo modo qua, in maniera disfunzionale attraverso comportamenti di bullismo, comportamenti addirittura criminali!
Radio: Ci sono due modi però di vedere le cose: quando si vede un bullo nella realtà forse si può anche in qualche modo arginare. Se il bullo è nascosto dietro una tastiera, come bisogna educare i ragazzi a evitare questi problemi?
Dott. De Filippo: Diventa molto più difficile affrontare il pericolo dietro una tastiera sono d’accordo. Secondo me il modo per educare i ragazzi sono proprio manifestazioni come queste: parlarne, parlarne tantissimo. Ho sentito o letto che ormai è diventato superfluo parlare di bullismo. Invece secondo me no, non è così. Bisogna sempre parlarne, anzi, parlarne ancora di più, sensibilizzare i ragazzi perché questo è l’unico modo per arginare questo fenomeno.



