Radio: Siamo a Castel San Giorgio con la dottoressa Antonia Salvati per l’evento “Bullismo e Cyberbullismo”. Già dal titolo, dottoressa, abbiamo due situazioni completamente diverse: il bullismo, che potrebbe riferirsi a situazioni reali dove le persone potrebbero anche essere arginate con qualche attenzione in più; il cyberbullismo, che vede persone nascoste dietro la tastiera. Completamente diverse le azioni da fare e da portare per educare al rispetto, come dice il convegno.
Dott.ssa Salvati: Assolutamente. Diciamo che il bullismo è sicuramente un fenomeno preoccupante, ma il cyberbullismo rappresenta un vero e proprio allarme sociale perché, purtroppo, nascosti dietro uno schermo, queste azioni bulle vengono protratte nel corso del tempo. Non sono limitate, perché la vittima può essere contattata in qualsiasi momento e, tra l’altro, molto spesso non si tratta di persone conosciute, ma bensì di anonimi. Quindi è ancora più difficile andare proprio ad intercettare questo fenomeno. La preoccupazione è tanta perché comunque i ragazzi utilizzano in maniera smisurata, ormai, i mezzi di comunicazione e quindi ciò preoccupa tutti. Questo è proprio il motivo per il quale stamattina siamo qui: per sensibilizzare, per educare i ragazzi al rispetto e sempre con la speranza di una comunità, di una scuola migliore.
Radio: Abbiamo visto che ci sono le scuole del territorio con alunni del territorio e, nonostante siano anche delle scuole superiori, sono ragazzi minorenni. Ci vuole anche un’attenzione da parte della famiglia, un’attenzione particolare della scuola sull’utilizzo dei social, sull’utilizzo di internet in generale.
Dott.ssa Salvati: Assolutamente sì, però dobbiamo essere chiari: ormai l’intelligenza artificiale, i mezzi di comunicazione, sono diventati quasi uno strumento lavorativo, uno strumento di studio. Quindi sicuramente il controllo è necessario, ma piuttosto che mettere un divieto su questi dispositivi, bisogna proprio educarli. Perché, appunto, dobbiamo conviverci e soprattutto non dobbiamo criminalizzare perché, appunto, sono uno strumento che, su alcuni aspetti, facilita la vita lavorativa e quotidiana di tutti noi.
Radio: Messo il punto su uno dei problemi, tra virgolette, della nuova era, ossia l’intelligenza artificiale. Affidare a un computer lezioni, informazioni e quant’altro, rispetto a formarsi leggendo libri, cambia completamente la visione del mondo.
Dott.ssa Salvati: Assolutamente sì. Infatti, l’intelligenza artificiale a mio avviso deve essere uno strumento che va a facilitare, contribuisce alla formazione; non deve mai sostituire i libri, il cartaceo e la cultura in generale.



