Ci sono pareggi che lasciano soddisfatti e altri che pesano come sconfitte. Napoli-Roma appartiene alla seconda categoria per gli azzurri, incapaci di trasformare una prestazione offensivamente brillante in una vittoria che sembrava ormai alla portata.
Il 3-3 del Maradona racconta una sfida dai continui cambi di scenario, nella quale il Napoli ha mostrato qualità e capacità di accelerare, ma anche una fragilità difensiva che rischia di diventare un limite. A rompere l’equilibrio ci ha pensato Anguissa al 28′, con una spettacolare rovesciata. Poi, a inizio ripresa, McTominay ha firmato il raddoppio, dando l’impressione che la strada fosse in discesa.
La Roma, però, non ha accettato il verdetto. Soulé ha riaperto la partita, quindi Balerdi ha ristabilito la parità, approfittando delle difficoltà azzurre nel proteggere il vantaggio. Ancora McTominay, con una conclusione potente, ha restituito entusiasmo al pubblico napoletano. Sembrava il colpo decisivo, ma non era finita: all’89’ Balerdi ha trovato nuovamente la via del gol, completando la rimonta giallorossa.
Il risultato premia la tenacia della squadra capitolina, mentre impone al Napoli una riflessione sulla gestione dei momenti cruciali. Segnare tre reti in una sfida di questo livello dovrebbe bastare per vincere. Quando non accade, il problema non è soltanto il risultato: è la capacità di difenderlo. E per gli azzurri, ieri sera, il conto è stato salato. (Ph. Albano/RBS)
NAPOLI-ROMA 3-3 – UNA BEFFA DOLOROSA


