RBS: Positano, Mare Sole Cultura, siamo con Tommaso Cerno che presenta il suo libro Le ragioni di Giuda. Parto dal finale, dottor Cerno. Com’è che se uno non tradisce se stesso è sicuramente nel giusto? O è sicuramente nel giusto chi non tradisce se stesso?

Tommaso Cerno: Perché siamo un Paese dove tutti si credono Gesù Cristo quando parlano, no? Li sentite: hanno le ricette per tutto, sanno far finire le guerre, sanno far andare avanti i Paesi, sanno aumentare gli stipendi. Poi in realtà, quando li vedi alla prova, sono Ponzio Pilato, cioè non prendono mai decisioni scomode.

Giuda è una persona scomoda, ma talmente scomoda da aver reso possibile il Cristianesimo ed essere l’unico che non ha testimonianza della Resurrezione di Cristo. Forse quello che ci credeva più di tutti e che più di tutti ha contribuito a che quella notte diventasse la notte di una nuova civiltà.

Quindi, essere sicuri che non hai tradito il tuo pensiero, assumersi a volte l’onta di chi ti addita perché sei scomodo, è essere Giuda, cioè un personaggio utile ai grandi, molto più dei Ponzio Pilato e di chi si crede Gesù Cristo.

RBS: In questo caso dovremmo dire allora tradimento e fine. Però noi vediamo che nel nostro tempo c’è tradimento e continuazione.

Tommaso Cerno: Sì, perché il tradimento è una parola strana, nel senso che deriva dal latino tradere, che voleva dire consegnare. Giuda consegnò Gesù, Iuda tradidit Iesum, e poi ha avuto queste due traduzioni. Il verbo consegnare è rimasto identico: oggi il traditore in senso etimologico è Jeff Bezos, che consegna a tutti, nel momento in cui tu vuoi, nel luogo dove sei, i tuoi desideri, e ti dà l’idea di essere pronto a tutto, di essere capace di tutto.

Ma in verità, il traditore morale è colui che fa qualcosa che non ti aspetti. Non che è sbagliata: che non ti aspetti. E normalmente chi aspetta qualcosa? Il potere, il sistema, il conformismo. Quindi, a volte tradire il conformismo è libertà.

Condividi la news