Il complottismo spesso non nasce da quello che sai, ma da quello che vuoi credere. Tipo con Artemis II: molti avevano già deciso che fosse tutto falso ancora prima di vedere qualsiasi prova. Non perché avessero studiato davvero, ma perché a loro interessa dire “non è vero”, a prescindere.

Poi ci sono due tipi di persone: chi ci crede davvero, magari perché si lascia convincere facilmente, e chi invece sa benissimo come stanno le cose ma fa il complottista perché così ottiene attenzione, follower o soldi. E questo è il problema più grosso: c’è gente che ci guadagna a far circolare cose false.

Quando uno si convince troppo di qualcosa, diventa difficile cambiare idea. Ammettere di aver sbagliato per anni è pesante, soprattutto davanti agli altri. Quindi si continua a difendere quella posizione, anche quando le prove vanno contro.

Alla fine, il vero problema non è chi ci crede un po’ ingenuamente, ma chi sfrutta questa ingenuità. Perché creare dubbi è facile, ma dimostrare davvero qualcosa è un’altra storia. Se avessero prove serie, le porterebbero nei posti giusti, non solo nei commenti o nei video sui social. (Foto AI)

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