SAN BIAGIO
Protettore della gola e degli otorinolaringoiatri, del bestiame e delle attività agricole, della vita di San Biagio si hanno poche notizie certe
La tradizione vuole Biagio originario di Sebaste, in Armenia, dove trascorse la giovinezza dedicandosi in particolare agli studi di medicina. Divenuto vescovo, si occupò della cura sia fisica che spirituale della gente, compiendo, secondo la tradizione, anche guarigioni prodigiose. Biagio, per sfuggire alle nuove persecuzioni sui cristiani, si rifugiò in una caverna del Monte Argeo, vivendo in solitudine e preghiera.
Biagio scoperto, arrestato dalle guardie del governatore Agricola e condotto al giudizio. Lungo la strada incontrò una madre disperata con il figlioletto in braccio che stava soffocando a causa di una spina o una lisca di pesce incastrata nella gola. Il vescovo lo benedisse e questi guarì all’istante (miracolo della gola). Torturato e incarcerato mai si piegò nello spirito.
Dopo la morte, Biagio fu seppellito nella cattedrale di Sebaste. Nel 723 una parte dei suoi resti fu traslata a Roma. Durante il viaggio un’improvvisa tempesta fa però fermare le reliquie a Maratea, dove ancora oggi si riserva a Biagio una grande devozione.
Biagio è uno di quei Santi la cui fama ha raggiunto molti luoghi e per questo oggi è venerato un po’ ovunque tra cui anche la nostra Lanzara. Il miracolo della gola che compì sul bambino è ancora ricordato ogni 3 febbraio con una particolare liturgia nel corso della quale viene benedetta la gola dei fedeli ungendola con olio.
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