Uno studio INGV–Università di Ginevra pubblicato su Communications Earth and Environment analizza lo scenario “peggiore” dell’attività in corso, indicando che le condizioni attuali del vulcano non sono tali da generare un’eruzione. Il modello suggerisce che, pur in presenza di magma in profondità, diversi fattori ne ostacolano la risalita. La ricerca resta fondamentale per comprendere l’evoluzione futura del fenomeno e migliorare la valutazione della pericolosità nell’area flegrea.

Nella foto: Evoluzione temporale del volume di magma e dei fluidi in eccesso a diverse temperature. La figura riporta i risultati per iniezioni di magma di uno spessore pari a 25 m, nonché i volumi massimo e minimo degli eventi di iniezione di magma. Il limite inferiore di ciascuna regione colorata si riferisce ai calcoli eseguiti considerando il volume minimo di magma iniettato in ciascun evento. I numeri vicino alle linee tratteggiate indicano il volume minimo e massimo di magma iniettato in ogni episodio. Le bande di colore differente rappresentano i volumi dei fluidi in eccesso (in blu e associati all’asse y destro) e del magma a diverse temperature presenti nel serbatoio magmatico nel tempo. (Ufficio Stampa / Press OfficeIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV)

#campiflegrei #bradisismo #vulcanologia #ricercascientifica #ingv #scienza #radiobluestar

Condividi la news