Vera svolta green o strategia di marketing?
Sta spopolando il nuovo servizio di ritiro e rivendita di libri usati. Nato due anni fa in Francia è arrivato anche in Italia promettendo economia circolare e sostegno alle librerie indipendenti (cosa di cui dubitiamo visto che chi gestisce è un gigante dell’editoria).
Il meccanismo è semplice: i clienti portano libri in negozio, ricevono buoni sconto, e i volumi vengono rivenduti tramite un sistema apposito.
Ma dietro l’apparenza sostenibile, emergono dubbi. Molti libri sono troppo usurati per essere rivenduti e finiscono nel riciclo o nei magazzini. Inoltre, la gestione logistica affidata a partner esterni solleva interrogativi sull’impatto ambientale reale.
Uno dei punti nevralgici è stato scoperto empiricamente con una prova che ha visto scartati libri che sono ancora tra quelli richiesti nelle stesse librerie e quindi metterne a deposito copie usate sarebbe anti-economico per eventuali guadagni della libreria, mentre per quelli accettati vengono offerti pochi centesimi di euro che comunque andranno spesi nella catena che gestisce il sistema in Italia.
Per il lettore sarebbe più gratificante regalare, semmai alle biblioteche, piuttosto che accettare meno di un’elemosina in buoni, senza contare quanto l’offerta di questi buoni possa influenzare il prezzo dei nuovi libri. Una riprova l’abbiamo avuta con la cosiddetta legge anti-Amazon sullo sconto massimo applicabile ai libri che subito dopo la prima applicazione sono aumentati mediamente più dello sconto stesso.
Il servizio lancia un segnale interessante, ma la vera sostenibilità si misura nei fatti, non nei buoni propositi.
Dal nostro punto di vista rimangono ancora meglio le bancarelle delle fiere mercato con il recupero di vecchi libri che vengono proposti a prezzi accessibili ai lettori, piuttosto che affossarle lasciando libri vecchi ai giganti del settore, in cambio di buoni da spendere presso librerie associate agli stessi grandi nomi.
Un’idea potrebbe essere regalare alle biblioteche in cambio di accessi privilegiati all’archivio esistente.


