Esattamente 45 anni fa, il 30 novembre 1979, i Pink Floyd rivoluzionarono il panorama musicale con l’uscita di The Wall. L’undicesimo album in studio della band britannica si presentava con una copertina iconica: un muro di mattoni bianchi, interrotto solo dal nome del gruppo e dal titolo dell’opera, scritti in nero.
Composto da 26 brani, The Wall è un concept album che racconta la vita immaginaria di Pink, una rockstar isolata da un muro metaforico costruito dai traumi dell’infanzia, della scuola e della vita adulta. Il personaggio, fortemente autobiografico, è il riflesso del bassista Roger Waters, autore principale dell’opera.
Tra i brani più celebri spicca Another Brick in the Wall, che denuncia l’oppressione scolastica e l’alienazione. L’album ebbe un successo immediato, vendendo mezzo milione di copie in un mese e conquistando dischi d’oro e di platino in tutto il mondo.
Il successivo tour segnò un apice nella storia dei concerti rock, grazie a effetti scenici mai visti prima, e il disco entrò definitivamente nella leggenda con il Live in Berlin del 1990, che celebrò la caduta del Muro di Berlino, rendendo The Wall un simbolo musicale e storico senza tempo.


