Il 22 novembre 1676, l’astronomo danese Ole Rømer presentò alla Reale Accademia delle Scienze di Parigi una rivoluzionaria scoperta: la luce ha una velocità finita. Studiando le eclissi dei satelliti di Giove, in particolare Io, Rømer notò variazioni nei tempi previsti per gli eventi astronomici, legate alla distanza tra Terra e Giove.
Già nell’agosto di quello stesso anno aveva anticipato la necessità di rivedere i calcoli astronomici. L’intuizione, confermata con il metodo esposto a Parigi, segnò un passo fondamentale nella comprensione della natura della luce, gettando le basi per l’astrofisica moderna.



